5 borghi abbandonati da visitare in Italia

L’Italia è un territorio che nasconde infinite bellezze, sia dal punto di vista paesaggistico che architettonico. In un precedente articolo abbiamo parlato dei borghi più belli d’Italia; un esempio perfetto di come uomo e natura possano coesistere e vivere armoniosamente. Non tutti sanno però che il nostro splendido Paese cela anche un gran numero di borghi abbandonati. Si tratta di luoghi mistici che, per un motivo o l’altro, si sono ritrovati completamente disabitati. Oggi vi parlerò di 5 borghi abbandonati da visitare in Italia, vi farò scoprire il loro passato e vi farò immergere nella loro atmosfera senza tempo.

Pentedattilo

Il primo borgo abbandonato di cui voglio parlarvi è Pentedattilo, un piccolo e antico paese considerato tra i più affascinanti della Calabria. La sua fondazione risale al 640 a.C., con lo scopo di proteggere il territorio reggino dalle incursioni dei Saraceni. Grazie alla sua posizione strategica, Pentedattilo ebbe un periodo di grande splendore. Ma con l’arrivo del dominio Bizantino, Normanno e infine della famiglia degli Alberti, iniziò anche il suo declino.

Il colpo di grazia fu un terribile terremoto, nel 1783, che distrusse quasi completamente il borgo. Continue scosse sismiche e frane provenienti dalla montagna sovrastante, portarono allo spopolamento di Pentedattilo.

La storia di questo antico borgo abbandonato e la sua posizione suggestiva hanno però contribuito alla sua rivalutazione. Infatti, Pentedattilo è situato sulla rupe del Monte Calvario, una splendida montagna a forma di mano da cui deriva appunto il nome del borgo. Escursionisti da ogni angolo d’Italia scelgono proprio questa meta per i loro trekking e, ogni anno, viene celebrato il Pentedattilo Film Festival, un evento culturale molto rinomato nella zona.

Craco

Se volete perdervi in una realtà senza tempo, Craco è senza dubbio il luogo perfetto per voi. Questa piccola cittadina della Basilicata possiede infatti un fascino non comune, dovuto dalla presenza dei calanchi e altre formazioni rocciose davvero uniche.

Le colline aride e argillose fanno da sfondo a questo antico borgo medievale e donano tonalità chiare all’intero paesaggio. La storia di Craco inizia in epoca normanna, quando veniva utilizzato rocca strategica militare. Purtroppo, nel 1963 ci fu una terribile frana che distrusse gran parte del borgo e causò il suo immediato spopolamento.

Negli ultimi anni Craco è stata rivalutata come uno dei borghi abbandonati più affascinanti d’Italia. È possibile visitare le sue case in rovina e altri punti d’interesse solo con guide specializzate per via delle possibili frane. Nonostante ciò, Craco rimane uno dei 5 borghi abbandonati da non perdere in Italia.

Laturo

Arriviamo in Abruzzo, con i suoi splendidi parchi naturali ricchi di flora e specie faunistiche protette. Nascosto tra le montagne del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, si trova Laturo, un grazioso borgo abbandonato composto da un numero davvero esiguo di abitazioni. Siamo in Valle Castellana, una zona del parco incredibilmente ricca dal punto di vista escursionistico. Infatti, è possibile raggiungere il borgo solo attraverso mulattiere e sono presenti numerosi percorsi che lo collegano ad altre frazioni abbandonate situate nelle zone circostanti.

Laturo nacque inizialmente come insediamento agro-pastorale e calcolava circa una cinquantina di famiglie. Tuttavia, nel secondo dopoguerra, il borgo iniziò a spopolarsi per via della mancanza di alcuni beni primari come luce e strade per il trasporto merci. Così, alla fine degli anni ’70, Laturo fu completamente abbandonato.

Oggi è possibile visitarlo liberamente e curiosare nelle antiche case in rovina, alcune delle quali ancora contengono utensili e mobili d’epoca. Per fortuna, dal 2012 sono iniziati dei lavori di restauro volti a riportare alla luce un pezzo di storia abruzzese.

Fabbriche di Careggine

Fabbriche di Careggine è un borgo abbandonato situato in Toscana, in provincia di Lucca. Fu fondato nel XII secolo da un gruppo di fabbri lombardi e divenne in breve tempo una semplice cittadina rurale. Nel XX secolo iniziò lo sfruttamento delle vicine cave di marmo e, per procedere all’estrazione, si aveva bisogno di una grande quantità di energia elettrica. Per questo motivo, venne deciso che il borgo di Fabbriche di Careggine dovesse essere sacrificato per la creazione di un bacino artificiale.

Le case dovettero essere evacuate e il borgo abbandonato venne sommerso dalle acque del torrente Edron. Fino a qualche decennio fa, il bacino veniva periodicamente prosciugato per manutenzione, lasciando allo scoperto questo grazioso paesino. Oggi le piccole case di Fabbriche di Careggine, il suo mulino e la sua chiesetta non sono più visitabili ma possiamo ancora scrutare i tetti diroccati che fanno capolino dalla superficie dell’acqua.

Palcoda

In Friuli Venezia Giulia, in provincia di Pordenone, è situato l’ultimo dei 5 borghi abbandonati: Palcoda. Questo piccolo agglomerato di case nacque nel XVII secolo e, in breve tempo, cominciò ad animarsi grazie ad attività agricole, pastorali e commerciali. In particolare, il borgo si specializzò sul commercio di cappelli di paglia, all’epoca molto richiesti in tutta Europa.

In seguito alla Prima Guerra Mondiale, Palcoda iniziò a spopolarsi e si rianimò lievemente solo quando, durante la Seconda Guerra Mondiale, i partigiani iniziarono ad utilizzarlo come rifugio. Oggi Palcoda è un borgo abbandonato dall’aspetto quasi magico, immerso in una fitta vegetazione che nel tempo si è insinuata in ogni spazio libero.

Situata nelle Prealpi Carniche, Palcoda è meta di numerose escursioni con partenza da paesi vicini. Oltre alle case diroccate, riuscirete a scorgere anche le rovine della Chiesa di San Giacomo, un tempo ricca di opere d’arte locali.

Borghi abbandonati: un passato da rivalutare

I borghi abbandonati sono una realtà ancora poco conosciuta ma che possiede un enorme valore storico e culturale. Con il tempo sarebbe bello vedere questi piccoli paesi tornare al loro antico splendore. Alcuni, come Laturo e Pentedattilo sono già sulla buona strada e, grazie all’aiuto di alcuni volontari, stanno diventando luogo di ritrovo per eventi culturali ed escursionistici.

Molti dei borghi abbandonati presenti sul territorio italiano sono caratterizzati non solo da una lunga storia ma anche da un paesaggio circostante incredibilmente affascinante. Per questo bisogna valorizzarli e far conoscere le loro antiche tradizioni, che non sono altro che il nostro passato.

Eva D’Onofrio – MDT Staff

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