Detectoristi – Una categoria Frammentata

Picciuttazzi buongiorno,

Praticando Metal Detecting da molti anni noto che nonostante molti colleghi abbiano il proprio gruppo di riferimento col quale spazzolano sembra non ci sia la voglia di creare o unirsi ad un associazione di categoria. Quando si parla di associazioni o gruppi lo scetticismo è tanto. In Italia, purtroppo, non ha molto successo l’associazionismo. Personalmente ho sempre cercato di portare avanti una visione associazionista nella nostra categoria. Ritengo che sia la strada che ci darà la possibilità di dare visibilità e lustro al metal detecting in Italia.

I motivi

Probabilmente il retaggio italiano è la chiave per capire il motivo del non voler creare alcuna associazione di categoria. In Italia l’associazionismo non è molto sentito come in altre nazioni. Negli Stati Uniti o nel Regno Unito, ad esempio, un associazione è molto più sentita e viene creata per ogni ricorrenza ed evento. Dall’associazione per celebrare un particolare anno scolastico, un santo, all’associazione di quartiere e che cura una determinata zona del paese così come club locali e nazionali per ogni attività.

In Italia solo sui social nascono in continuazione gruppi locali per ogni paese, quartiere, hobby e ricorrenza. Forum, gruppi facebook, whatsapp e telegram abbondano e non passa giorno che non ne nasca uno nuovo. Eppure le spese di apertura e gestione di un associazione semplice sono quasi nulle.

Se da una parte questo è un modo incredibile per fare gruppo e stare insieme, la realtà è che il riconoscimento nazionale davanti alle istituzioni un gruppo social di metal detecting, un gruppo di paese, un gruppo per una causa importante, ha una  valenza bassissima. Spesso dico a quelli che si vantano del loro gruppo come quello che “è il più grande della regione/nazione/categoria”, che la valenza in termini legali di un gruppo, per quanto grosso, sui social è nulla.

Con questo non voglio sminuire la valenza sociale e culturale dei gruppi sui social. Voglio far capire che creare molti gruppi su un social network non dandogli valenza legale non fa altro che frammentare ulteriormente la categoria (a livello sociale) senza poi unirla sotto un unico cappello riconosciuto dalle istituzioni nazionali.

Mi spiego meglio

Negli ultimi anni è stata palese la volontà da parte delle istituzioni di vietare l’uso del metal detector per scopi non professionali. Questo è evidente dai sempre più numerosi interventi politici che spingono una regolamentazione stringente in tal senso. Con la FIMD abbiamo più volte evidenziato il fatto che, goccia dopo goccia, il processo legislativo sta andando avanti, inesorabilmente.

In una situazione normale una categoria di 50k persone, capendo l’urgenza dei tempi, dovrebbe unirsi e venire allo scoperto per poter in qualche modo moderare una regolamentazione e dire la propria per impedire il peggio. Cosa abbiamo notato invece? Solo pochi gruppi hanno mosso qualche passo, magari avvicinandosi alla FIMD e dandole supporto. Stessa cosa per i venditori più grandi in Italia. In pochi hanno capito la necessità di agire. Qualcuno ci ha definito allarmisti, altri ci hanno suggerito di dedicarci solo alla ricerca degli oggetti smarriti e lasciare stare le leggi. Altri ancora hanno ignorato totalmente la cosa. Se da un lato il voler minimizzare e tranquillizzare la categoria ha basi comprensibilmente commerciali, dall’altro lato che lo vogliamo o no una regolamentazione dovrà passare necessariamente da un compromesso ampio in seno alla categoria dove grandi associazioni e i maggiori venditori dovranno inevitabilmente sedersi ad un tavolo e decidere di fare gruppo o si ritroveranno a subire passivamente qualsiasi legge esca dal parlamento sospinta da una categoria, quella degli archeologi e delle soprintendenze, che vorrebbe vedere vietata la pratica hobbistica del metal detecting.

Perchè una mentalità solitaria non aiuta

Capiamo bene che di fronte una categoria altamente frammentata, che non ha intenzione di uscire allo scoperto e di fronte ad alcuni commercianti che vogliono ignorare quello che sta accadendo o accadrà, chi vorrebbe vietare la pratica non professionale del metal detecting può serenamente portare avanti le proprie istanze senza alcun contraddittorio. In questo momento noi abbiamo invece bisogno di serrare i ranghi e mostrarci compatti.

Amando questa pratica posso dire che è demotivante trovare molte porte chiuse quando cerchiamo di confrontarci con chi più di tutti ha da perderci in questo scenario.

Non esiste soluzione quindi?

La soluzione c’è ma serve un cambio di mentalità a livello collettivo. È del tutto comprensibile che i commercianti vogliano tranquillizzare la categoria sul fatto che tutto andrà bene. Dopotutto un cliente non acquisterebbe più metal se intuisce che nell’arco di pochi anni sarà molto difficile continuare a praticare metal detecting legalmente. D’altra parte mi aspetto che, dietro le quinte, si lavori insieme per trovare il modo di intervenire per moderare di un eventuale regolamentazione. Questo indipendentemente dal colore della maglia o dalla patch al braccio. Intento comune, per il bene della pratica, sapendo che alla fine ognuno potrà anche restare delle sue idee ma stiamo lavorando insieme perché ci piace spazzolare e vogliamo continuare a farlo, con una giusta regolamentazione, continuando a passare le nostre giornate in mezzo ai campi o sulla spiaggia, con un panino in mano per pranzo e poi riprendere più carichi di prima.

Considerazioni finali

Ho parlato spesso di commercianti perché loro più di altri hanno da perdere in questo momento ma lo stesso vale per tutti gli appassionati, dal detectorista della domenica all’hobbista più sfegatato. In questo momento è inutile vantarsi di avere gruppi formati da migliaia di persone se poi dall’altro lato non si fa informazione responsabile e non si lavora insieme per fare squadra.

L’ignoranza in termini di legalità occupa una fetta importante di chi pratica metal detecting ed è dannosa per tutti. Inoltre non serve a nulla dare una disponibilità verbale e poi disinteressarsi totalmente o tornare nell’ombra. Se devo essere onesto come Federazione Italiana Metal Detecting abbiamo cercato sempre di avvicinare grandi e piccole realtà e continueremo a farlo. Probabilmente, quando un associazione si avvicina a te qualcuno pensa che dietro ci siano interessi economici o di altro genere. Pensiero sicuramente comprensibile dato quello che alcune associazioni nel tempo hanno dimostrato. Ma se non iniziamo a fidarci di chi in questo momento più di ogni altro sta cercando di unire la categoria con i fatti, allora la sconfitta sarà certa. In ogni caso. Perché seppure dovranno passare anni prima che una legge sia varata, nel frattempo, il metal detecting come pratica non sarà riuscito a unire persone di ogni genere, età ed estrazione sociale.

Il mio augurio è che lo zoccolo duro della categoria continui a fare fronte comune lavorando insieme per il bene della pratica. Spero sempre più realtà si uniscano alla Federazione Italiana che sta lavorando quotidianamente da anni per mettere insieme proposte concrete. Ma più di ogni altra cosa, il mio augurio è quello di poter praticare metal detecting, in serenità, il più a lungo possibile!

Francesco Manzella – MetalDeTrekking

1 Commento

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  1. Amosglauco Corrieri
    Maggio 06 (n. 15:09) Amosglauco Corrieri

    Spero si possa arrivare ad un accordo comune x poter esercitare la nostra bella passione ma come dite sono gli Archeologi a fare muro e voce grossa ma convinto che le cose cambino in meglio io sono con la Federazione e Vi ringrazio x ciò che fate .

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