Detenzione Munizioni ritrovate – Cosa sta cambiando

Per chi pratica il Metal Detecting non è raro trovare gusci di bombe, cartucce da guerra, involucri di bombe a mano, gusci di mine e cartucce innescate. Sopratutto quando spazzoliamo su campi che sono stati oggetto di combattimenti lo strumento ne identifica diversi ogni uscita. Come dobbiamo comportarci quando troviamo questi oggetti? E’ possibile detenerli legalmente senza incorrere in problemi di natura legale? Analizziamo due delle ultime sentenze di questo anno molto diverse tra loro.

Detenzione munizionamento – Il passato

Qualche tempo fa mi sono trovato a scrivere riguardo questo argomento, vi lascio il link se volete leggere questo articolo scritto con la collaborazione del Dott. Edoardo Mori, ex magistrato adesso in pensione dopo una vita dedicata allo studio di questa materia (Detenzione Munizionamento ritrovato – Come comportarsi). In passato si assumeva un atteggiamento assai restrittivo al riguardo. Riportiamo un esempio interessante di una sentenza della cassazione di quest’anno.

Una persona veniva controllata presso il proprio domicilio ed allo stesso, trovato in possesso di tali oggetti, veniva ascritto il reato di possesso di munizioni da guerra ai sensi dell’art. 2 della legge 895/1967. In questo caso la Cassazione assumeva un orientamento assai restrittivo delle normative a riguardo. Secondo la sentenza 4178/2020, infatti, è da considerarsi come integrante il reato di cui sopra anche la detenzione di bossoli, anche se esplosi, relativi a munizioni da guerra, non essendo necessario che si tratti di munizioni atte all’impiego, dovendosi così considerare sufficiente la loro originaria e normale destinazione. Tale interpretazione, restrittiva, si basa sull’art. 1, comma 3, della legge 18 aprile 1975 n. 110 secondo cui sono munizioni da guerra le cartucce e i relativi bossoli, i proiettili o parte di essi destinati al caricamento delle armi da guerra.

Nuovo orientamento della Cassazione

La Cassazione, consapevole della miriade di problematiche interpretative a cui questo orientamento avrebbe portato, è nuovamente intervenuta sull’argomento.

I fatti sono identici a quelli esaminati precedentemente: Ad una persona viene ascritto il reato di cui all’art. 2 della legge 895/1967 e quindi possesso di munizioni da guerra. Anche qui si ricorre in Cassazione ma, a questo punto l’orientamento cambia drasticamente. In particolare con la sentenza n. 1117/2020, notiamo un orientamento interpretativo che potremmo definire sostanzialmente “estensivo”. Infatti la astratta possibilità di riutilizzo del bossolo esploso non costituisce una situazione di fatto idonea a configurare un pericolo concreto per l’ordine pubblico e per la pubblica incolumità, apparendo necessario verificare la effettiva possibilità di una agevole riutilizzazione dello stesso.

La Cassazione, inoltre, assume come elemento assai rilevante il contesto all’interno del quale tali bossoli vengono eventualmente conservati e posseduti. In particolare, secondo i giudici di legittimità, rileverebbe ad esempio il fatto che il soggetto sottoposto a procedimento possegga clandestinamente non solo un numero assai elevato di bossoli da guerra esplosi ma, assieme a questi, armi da guerra, polvere da sparo ed altre munizioni ancora da esplodere. Discorso assai differente è quello, inoltre, relativo al possesso di pochi bossoli esplosi esposti come cimelio o ricordo del servizio militare.

Conclusioni

Il nuovo orientamento assunto dalla Cassazione pare più ragionevole. Quando scrissi l’articolo che vi ho linkato sopra siamo entrati in crisi perchè anche il possesso di un solo bossolo poteva portare a beghe legali non indifferenti. Naturalmente è sempre meglio essere prudenti quando ci rechiamo su campi oggetto di battaglie. Accertiamoci sempre di non scavare al centro del target per evitare che una cartuccia inesplosa possa esplodere. Sopratutto pratichiamo sempre Metal Detecting Responsabile.

Normative di riferimento

Legge n. 895 del 1987; Legge n. 110 del 1975

Giurisprudenza di riferimento

Corte di Cassazione: Sentenza n. 1117/2020; Sentenza 4178/2020 

Riferimento: Corrado Maria Petrucci Esperto in Diritto delle Armi e della Caccia

Francesco Manzella – MetalDeTrekking

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