L’Isola di Pasqua e le leggendarie statue dei Moai

Nelle acque dell’oceano Pacifico si trova un’isola mistica dove decine di leggende narrano di eventi straordinari e di creature divine. Immerso nel mistero, l’Isola di Pasqua ancora oggi è un’attrazione per il mondo intero con i suoi affascinanti paesaggi e le mitiche statue dei Moai.

Situata nelle acque oceaniche del Cile, l’isola di Pasqua, anche nota come Rapa Nui, è un’icona vera e propria. Infatti, oltre ad essere conosciuta praticamente da chiunque nel mondo, viene ricordata principalmente per gli immensi monoliti di pietra: le statue dei moai. Ma quali segreti cela realmente questo incredibile luogo al largo delle coste cilene?

Le statue dei moai

Simbolo dell’isola di Pasqua, le statue dei moai sono degli enormi busti con un viso allungato e lineamenti pronunciati. Questi maestosi monoliti sono disseminati sull’intero perimetro di Rapa Nui e ad oggi se ne possono vedere oltre 600, anche se si stima ce ne possano essere circa 1.000. Nonostante gli anni di ricerca, gli studiosi sono ancora in conflitto sul valore e le ragioni per cui furono scolpiti dalle popolazioni autoctone. Tuttavia, da alcuni ultimi studi è emerso che queste enormi rocce potessero essere delle sculture memoriali di antichi capi tribù locali.

Le statue dei moai sono opere straordinarie se si pensa che ai tempi non si avessero a disposizione le tecnologie dei giorni d’oggi. Eppure, come per altre creazioni arcaiche dislocate sull’intero pianeta, anche su Rapa Nui le civiltà indigene riuscirono a creare monumenti imponenti con la sola forza del corpo e della mente. Per comprendere meglio le dimensioni di questi monoliti, basti pensare che le altezze dei moai variano tra i due metri e mezzo fino ai dieci metri. Inoltre, sull’isola è presente un monolito unico nel suo genere che misura ventuno metri in altezza.

Rapa nui, Isola di Pasqua statue dei moai

Mito e leggenda

Nella notte dei tempi una leggenda sopravvisse alla fine delle civiltà indigene dell’isola di Pasqua. Si narra che d’improvviso degli uomini con le ali volarono su Rapa Nui, i Tangata manu. Per gli autoctoni, il capo di questi uomini uccello era Makemake, ossia il creatore dell’intera umanità, ma anche la divinità cardine del culto dell’uomo alato.

Per quanto riguarda gli immensi monoliti, un’altra leggenda narra che gli enormi busti venissero controllati e si potessero muovere grazie al potere di due sacerdoti dell’isola. Con questo controllo magico, le due figure mistiche riuscivano a plasmare, costruire e posizionare le suddette rocce dove più desideravano. Un giorno, però, con la scomparsa dei due, le statue di moai non furono più costruite e ogni sorta di lavoro sui massi fu sospeso.

La Natura Selvaggia

Una terra selvaggia nel bel mezzo dell’oceano e lontano da ogni forma di distrazione o di inquinamento. L’isola di Pasqua è un’oasi di pace in cui poter godere del vero relax e della meravigliosa bellezza della natura incontaminata. Infatti, una delle attività più piacevoli e affascinanti è sicuramente l’escursionismo. Molti turisti una volta giunti su Rapa Nui si lanciano in queste avventure all’insegna dell’esplorazione.

In un eventuale tour sull’isola di Pasqua non può mancare assolutamente un trekking sui quattro vulcani locali, Poike, Rano Rakaku, Terevaka e Rano kau. Inoltre, la fauna del posto è esigua e per lo più conta animali importati dall’America come equini, ovini, suini e bovini. Infine, per quanto riguarda la fauna marittima, è possibile avvistare i maestosi capodogli che perlustrano le aree dell’oceano circostanti. In poche parole, non vi è modo migliore di vivere l’isola che esplorando la sua natura più selvaggia e incontaminata.

Isola di Pasqua, statue dei moai

Penisola di Poike

Nell’area settentrionale dell’isola di Pasqua, nei pressi del cratere del vulcano Pu A Katiki, a circa 400 metri s.l.m. si estende una penisola molto suggestiva. Straordinarie scogliere a strapiombo si elevano maestose regalando un panorama mozzafiato tutto da vivere. Anche le distese intorno al cratere sono variopinte e a seconda della stagione mutano i colori dal verde intenso ad un giallo più secco. Rapa Nui è una lingua di terra emersa che riesce a stupire ogni momento con le sue decine di paesaggi assolutamente unici mescolati alle antiche rovine tribali.

Clima Subtropicale

L’isola di Pasqua, essendo situata al di sotto del Tropico del Capricorno, spersa nell’oceano Pacifico, ha un clima subtropicale. Perciò, estati calde e umide si alternano ad inverni miti. Ovviamente, Rapa Nui è posizionata nell’emisfero australe e le stagioni sono invertite rispetto all’Italia. Il periodo migliore per visitare questa antica isola è probabilmente quello estivo dove le temperature di rado superano i 30°C e il bel tempo è assicurato. Ad ogni modo, l’inverno non presenta temperature rigide, tutt’altro, infatti mediamente le temperature sono molto vicine ai 20°C. In pratica, è sempre un buon momento per visitare questa fantastica isola poco distante dagli arcipelaghi polinesiani.

Hanga Roa

Uno dei luoghi centrali e maggiormente popolati è proprio Hanga Roa. Questa località offre una vasta scelta di hotel, bar, ristoranti e locali notturni. Situato a pochi passi dal mare, Hanga Roa è una realtà tutta da vivere e che lascia spesso ammaliati. Chiunque si trovi a passeggiare per le viuzze della località marittima respira quella fresca brezza marina e può degustare del cibo tipico in uno dei locali gastronomici dispersi per il centro. Infine, una incredibile attrazione è la caletta, un luogo in cui si fanno immersioni subacquee, si può prendere una bevanda in un bar o mangiare un gelato in riva al mare. Mentre, di fronte, il sole tramonta e irradia di colori caldi tutto l’ambiente circostante, creando un gioco di colori mozzafiato.

In questa meravigliosa isola del Pacifico, a circa 3.000 chilometri di distanza dal Cile, si possono quindi visitare luoghi tribali, rivivere leggende e miti locali, fare escursioni e trekking su montagne, altopiani e antichi crateri. Ma soprattutto, si può vivere una delle esperienze più rilassanti e naturalistiche della propria vita. L’Isola di Pasqua è questo e molto altro ancora.

Fabio Guarino – MDT Staff

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