Parco Nazionale dello Stelvio: emozioni in alta quota

Al confine tra Lombardia e Trentino-Alto Adige si innalza uno dei massicci montuosi più affascinanti d’Italia: il Parco Nazionale dello Stelvio. Il Parco comprende l’intero massiccio dell’Ortles-Cevedale ed è il più esteso del Paese. Il suo paesaggio è assai variegato; le alte cime rocciose si innalzano verso il cielo e scendono a valle trasformandosi in ampie distese boschive, ricche di cascate e torrenti ghiacciati. La flora e la fauna di questo parco sono una presenza dominante e la loro importanza nell’ecosistema ne rende fondamentale la preservazione.

Parco Nazionale dello Stelvio: tra storia e leggende

La nascita del Parco Nazionale dello Stelvio risale al 24 aprile 1935, quando l’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali e il Corpo Forestale dello Stato ne presero la gestione. Nel 2016, l’amministrazione passò alle province di Trento e Bolzano e alla Regione Lombardia, che si occupano della sua salvaguardia e della gestione dei sentieri presenti nell’area protetta.

La storia del Parco Nazionale dello Stelvio è anche ricca di leggende; una delle più affascinanti è quella che riguarda il Gran Zebrù, una delle cime più spettacolari del parco. La leggenda racconta di un cavaliere, Johannes Zeburius, re delle anime gloriose innamorato della figlia del castellano, Armelinda. Il padre della fanciulla si rifiutò più volte di dare sua figlia in sposa al cavaliere. Questi decise quindi di partire per una Crociata in Terrasanta per dimenticare il dolore. Tornò dopo quattro anni speranzoso di poter finalmente sposare Armelinda che però nel frattempo era stata data in sposa ad un castellano milanese.

Johannes si ritirò quindi nella Val Zebrù, dove rimase per trent’anni in attesa della morte. Arrivato il momento, costruì una macchina che, con il peso del proprio corpo, si sarebbe azionata facendo cadere su di lui un enorme masso bianco con incise le parole “Joan” e “Zebrù” (Johannes Zeburius). La tomba del cavaliere è ancora visibile dalla Baita del Pastore, guardando in direzione della parte terminale del Ghiacciaio della Miniera.

Le lande ghiacciate e silenziose della val Zebrù sono tra le più iconiche del Parco Nazionale dello Stelvio. La magnificenza dei massicci montuosi, insieme alla forza dei ghiacciai, rende questi luoghi tra i più belli per praticare trekking e fotografia naturalistica. Un tuffo tra antiche leggende e incredibili scenari naturalistici in grado di mostrare agli amanti della montagna la vera forza di Madre Natura.

Parco Nazionale dello Stelvio

Trekking nel parco

Il Parco Nazionale dello Stelvio è una delle riserve naturalistiche più variegate d’Europa; questo lo rende la meta ideale per escursionisti, alpinisti e amanti della natura. Nel parco sono presenti 250 Km di percorsi segnalati, adatti ad ogni livello di esperienza e praticabili sia in autonomia che con guide esperte e preparate. Oltre ai classici sentieri di trekking, ci sono diversi sentieri tematici, cammini di più giorni e semplici passeggiate adatte a chi vuole godersi gli splendidi paesaggi del parco in totale tranquillità.

Il Parco Nazionale dello Stelvio è ricco di sentieri di trekking adatti ad ogni livello di esperienza. Alcuni di essi permettono di raggiungere le alte cime del massiccio montuoso, altri conducono nei pressi di rifugi, malghe o terrazze panoramiche. Una delle salite più affascinanti dal punto di vista paesaggistico è la salita verso il Monte di Glorenza. Si tratta di un’escursione adatta solo ad escursionisti esperti, in quanto il dislivello è elevato e la durata del percorso supera le 4 ore di cammino. Per i più pratici, resta comunque una delle escursioni più consigliate per via dell’enorme varietà dei paesaggi attraversati.

Un altro trekking molto apprezzato dagli escursionisti in visita al Parco Nazionale dello Stelvio è il Sentiero Glaciologico che parte dal parcheggio del Rifugio Genziana. I 10 Km di percorso si snodano tra ghiacciai e ampie vallate, con un dislivello in salita di circa 600 metri. Per un camminatore abbastanza allenato, il tempo di percorrenza è di circa 4 ore per cui è agibile quasi a chiunque. Nel corso dell’escursione passerete nei pressi di due rifugi e di alcune morene, ammirando alcune delle montagne più belle del parco che si innalzano tutt’intorno.

marmotta trekking

Percorsi guidati

Se invece volete provare l’emozione di ammirare l’alba dall’alto delle montagne del Parco Nazionale dello Stelvio, vi consiglio di scegliere una delle escursioni guidate organizzate dagli esperti del parco. Sul sito troverete numerosi trekking; alcuni dedicati alla flora e alla fauna locali, altri dedicati ad esperienze paesaggistiche o legate alla storia del territorio. Marmotte, erbe officinali e appostamenti per poter avvistare il meraviglioso accoppiamento dei cervi. Ognuna di queste esperienze sarà in grado di lasciarvi un ricordo indelebile di queste montagne.

Il Ghiacciaio Presena

Un’esperienza da non perdere per chi non è abituato a lunghi trekking in montagna, è la salita al Ghiacciaio Presena. Questo spettacolare ghiacciaio del Parco Nazionale dello Stelvio si trova a 3000 metri d’altezza ed è raggiungibile attraverso una cabinovia con partenza dal Passo Tonale. La Cabinovia Paradiso parte da un’altitudine di 2585 metri e in pochi minuti vi permetterà di raggiungere la sommità del famoso ghiacciaio. Ovviamente sciare sulle piste che partono dall’arrivo della cabinovia è un’esperienza indimenticabile, ma il ghiacciaio regala una vista mozzafiato anche nel periodo estivo.

Infatti, l’estate è un periodo perfetto per salire in cima per godersi il panorama e passeggiare tra i numerosi laghetti glaciali presenti in quota. Inoltre, nei pressi del primo arrivo della cabinovia ci sono dei brevi percorsi legati alla storia della Grande Guerra. Numerosi sono i reperti legati alle battaglie combattute su queste montagne e interessanti sono anche i percorsi che ripercorrono i tracciati delle trincee scavate dai soldati.

All’interno del Parco Nazionale dello Stelvio avrete la possibilità di ammirare paesaggi tra i più belli in Europa, di scoprire l’enorme varietà faunistica delle nostre montagne e di provare esperienze in alta quota degne di essere vissute almeno una volta nella vita.

Eva D’Onofrio – MDT Staff

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