Tian shan: le Montagne Celesti dell’Asia Centrale

Al confine tra Cina e Kazakistan si estende una delle catene montuose più estese del pianeta: il Tian Shan. Circondata dai deserti più inospitali dell’Asia, le montagne celesti creano uno scenario irripetibile incontrandosi con il Taklimakan e le maestose dune di sabbia. Ecco le cime divine dell’Himalaya.

Il Tian Shan è un sistema montuoso dell’Asia centrale ed è uno dei gruppi montuosi più estesi del mondo. Gli scenari della catena montuosa presentano caratteristiche geografiche uniche con magnifiche aree scenografiche che includono splendide vette innevate e ghiacciai perenni. Inoltre, queste montagne situate nell’estremo Est dell’Himalaya, per le popolazioni locali hanno origini divine. Infatti, per il Tengrismo queste sono montagne celesti che cercano di raggiungere il cielo blu eterno.

Tian Shan e il Tengrismo

Il Tengrismo ha fortemente influenzato l’area geografica caratterizzata dal Tian Shan. Ad oggi, sopravvivono ancora alcune etnie stanziate tra Mongolia e Kazakistan che praticano questa forma di religione. In pratica, quest’antico credo asiatico era in origine di tipo politeista, ma nel tempo è diventato incentrato su un solo dio. Il Tengrismo fonde elementi dello sciamanesimo con fondamenti dell’animismo. Mentre, il dio è Kahn Tengri, anche nome della seconda vetta più elevata del Tian Shan e simboleggia il dio del cielo.

Tengri è il paradiso e il Kahn Tengri è il picco che ricorda la montagna celeste così come anche la destinazione finale degli uomini sulla terra. Una curiosità a riguardo è dettata dalla credenza mongola nella reincarnazione. Infatti, per il Tengrismo, Gengis Khan, il più grande condottiero dell’impero mongolo, è considerato una delle incarnazioni del dio del cielo, ossia Tengri.

Le cime più elevate

Le cime più alte del Tian Shan sono raggruppate in un agglomerato di montagne che formano un nodo al confine tra Cina, Kazakistan e Kyrgyzstan. La vetta più prominente è il Jengish Chokusu, meglio nota come la Cima della Vittoria. Questo nome fu assegnato alla montagna per commemorare la vittoria della Seconda Guerra Mondiale da parte della Russia.

Situata nel confine del Kyrgyzstan, la Cima della Vittoria è situato ad un’altitudine di 7.439 metri s.l.m. In pratica, è un vero e proprio colosso dell’Himalaya. Inoltre, è possibile scalare questa montagna per gli alpinisti esperti, ma il tempo di percorrenza varia tra i 25 e i 30 giorni. Pertanto, raggiungere la vetta è un’impresa piuttosto ardua che esige un allenamento adeguato e un acclimatamento alle temperature rigide e all’altitudine eccezionale. In genere, questa è un’ottima escursione per prepararsi a compiere gli straordinari 8.000 dell’altopiano Tibetano o del Karakorum.

Khan Tengri, la montagna celeste

La seconda cima della catena montuosa del Tian Shan è il Khan Tengri. Situata a cavallo tra Cina, Kazakistan e Kyrgyzstan, questa imponente montagna si narra essere dimora del dio del cielo, ossia Khan Tengri. Con un’altezza inferiore al Picco della Vittoria, questa montagna si eleva di poco oltre i 7.000 metri, per la precisione, appena dieci metri.

Questa montagna divina è anch’essa scalata da escursionisti e alpinisti esperti e in genere prediligono la parete nord, meno soggetta a valanghe e frane. Nel caso del Kahn Tengri, un’escursione per conquistare la cima può durare intorno a due settimane. Complessa ed impegnativa, ma pur sempre meno ardua della più elevata.

Patrimonio UNESCO e diversità della biosfera

Il Tian Shan è immerso in uno scenario incantevole ed è circondato da immense distese desolate che incontrandosi danno vita a paesaggi unici nel suo genere. Infatti, dal lato Nord, la catena montuosa confina con la vasta steppa. Ad Est, il deserto del Taklimakan, impervio e ostile, fonde le sue dune di sabbia alle cime rocciose e innevate del gruppo montuoso. Questa è anche una delle ragioni per cui il Tian Shan è diventato patrimonio dell’umanità dell’UNESCO ed è preservato per le peculiarità che custodisce.

Le zone più elevate del Tian Shan somigliano molto all’Altopiano del Tibet e questo è dovuto all’era in cui la flora alpina ha avuto origine sui due gruppi montuosi. Infatti, entrambe le catene sono riconducibili al Paleartico e quindi condividono la diversità della flora. D’altro canto, la biodiversità è ricca di specie animali che brulicano di stambecchi asiatici, argali, gatti selvatici asiatici, lupi, orsi bruni e presentano una piccola colonia di leopardi delle nevi.

Tuttavia, la regione in questione manca di una legislazione adeguata a proteggere l’ambiente e una delle cause derivanti da ciò è proprio la graduale scomparsa del leopardo delle nevi che pare essere stato quasi scacciato dal suo habitat. Diverse sono le specie a rischio d’estinzione e in particolare, sono molte le aree soggette a cambiamento climatico e a rischio elevato che necessitano di piani di sviluppo e salvaguardia importanti.

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Le lande desolate e le montagne celesti

Una volta al cospetto del Tian Shan, il primo pensiero che potrebbe sfiorare la mente di un visitatore è: “che posto dimenticato da dio”. Luoghi ostili, impervi e con condizioni sfavorevoli alla vita coprono l’intera superficie terrestre. Eppure, nei pressi di questa catena montuosa, vivono ancora piccoli gruppi etnici di origine mongola e Kazaka che hanno saputo apprezzare la terra natìa.

Grazie alla presenza di queste popolazioni autoctone, questa terra presenta in alcuni punti ancora qualche speranza per la sopravvivenza. Inoltre, queste antiche culture custodiscono la storia immemore di civiltà ormai svanite, ma che in qualche modo sopravvivono al tempo nel DNA dei locali.

In pratica, il Tian Shan è una catena montuosa sacra, dalle origini divine. Il Tengrismo ha influenzato questa terra rendendola unica e per le popolazioni del posto, Khan Tengri, il dio del cielo, dimora in paradiso, sulla seconda vetta più elevata della catena. In questo paradiso dalle caratteristiche rare, il paesaggio e gli scenari si presentano immersi in una natura selvaggia e indomabile che solo i più avventurosi possono esplorare.

Fabio Guarino – MDT Staff

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