Trekking Campo Base Everest

Un trekking di due settimane nel cuore dell’Himalaya per il Campo Base Everest, sulle pendici della montagna più alta del mondo

Un appassionato di montagna brama di conquistare, almeno una volta nella vita, uno di quei sentieri tra i più affascinanti e complicati del mondo. Una delle mete più ambite dagli escursionisti esperti è di sicuro l’Himalaya. Questa è la catena montuosa più elevata al mondo e detiene il primato con il monte Everest, ossia con una quota vertiginosa di ben 8.848 metri s.l.m. In particolare, è il campo base Everest il centro nevralgico dei trekking. Ma quanto è ardua la via per il re delle montagne?

Seppur affascinante e di straordinaria bellezza, il monte Everest è un colosso da non sottovalutare. Un’escursione al campo base prevede almeno 12 giorni di cammino con un buon allenamento di base. I campi base sulle pendici della regina delle montagne sono due e sono situati su due versanti opposti.

  • Campo base Everest sul versante Sud nel Nepal
  • Campo base Everest sul versante cinese in Tibet

Queste due destinazioni sono raggiungibili affrontando i trekking più ardui del pianeta. Ecco gli itinerari di più giorni per i due campi base.

Campo Base Everest, Nepal

I trekking al campo base Everest nel versante nepalese sono diversi e soprattutto molto affollati. Negli ultimi anni è cresciuto il turismo e le carovane di escursionisti pullulano sull’intero tragitto. Ad oggi, esistono diversi itinerari per raggiungere il campo base. Il trekking maggiormente conosciuto è il Jiri. Questo è noto per la sua complessità e durata. Infatti, questo itinerario prevede oltre 250 chilometri di escursione per un totale di 23 giorni.

Tuttavia, è possibile effettuare trekking più corti a seconda del tempo che si ha a disposizione. Il tour escursionistico con minor strada da percorrere è quello che ha origine da Lukla. Questo itinerario è il più breve e può essere affrontato in meno di una settimana. Da questa località è possibile allungarsi di qualche giorno per raggiungere il campo base everest attraversando i Tre Passi.

Infine, partendo da Phaplu si copre una distanza di 192 chilometri suddivisi in 18 giorni circa di trekking. Questo è l’itinerario più economico per il campo base everest, offrendo comunque scenari mozzafiato. Nell’affrontare questi trekking ogni escursionista è immerso in un mondo singolare. Qui le montagne svettano e dominano incontrastate amalgamandosi ad una cultura locale straordinaria. La maggior parte dell’escursione avviene attraversando il Parco Nazionale di Sagarmatha. Questo è un sito protetto dall’UNESCO in cui risiedono diverse specie faunistiche.

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Campo Base Everest, Tibet

Il campo base tibetano è adagiato alla base del ghiacciaio Rongbuk, poco distante dall’omonimo monastero, ossia un antico luogo di culto tibetano. Contrariamente al campo base Everest in Nepal, quello tibetano si raggiunge in meno tempo: in genere, dai 6 ai 10 giorni a seconda dell’itinerario. Il punto di partenza designato per il trekking è Lhasa. Questa è la seconda realtà urbana più popolosa del Tibet ed è immersa nelle montagne dell’Himalaya.

Dalla città di Lhasa partono diversi tour per il campo base Everest e chiunque può lanciarsi in questa esperienza. Infatti, rispetto al Nepal, la difficoltà e le tempistiche sono nettamente inferiori. Ovvio che l’altitudine può giocare brutti scherzi, ma a questo non vi è rimedio se non acclimatandosi all’alta quota. Infatti, anche con un buon allenamento gli effetti collaterali possono ancora presentarsi. Ad esempio, quattro o cinque giorni a Lhasa possono aiutare nell’impresa abituando il fisico alle quote elevate.

Il campo base tibetano è ad una quota leggermente inferiore di quello nepalese. Infatti, se il campo base Everest in Nepal è situato a 5.364 metri s.l.m., il tibetano segue con 5.150 metri s.l.m. Ad ogni modo, entrambe le mete raggiungono un’altezza importante che non sempre privilegiano le modalità di escursionismo. Un’escursionista impegnato in un trekking del genere deve avere ben in mente quanto complicato possa essere. Pertanto, prima di partire, meglio sempre lasciare che il corpo si abitui all’ambiente.

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Trekking tra le vette più alte del mondo

Gli itinerari escursionistici che portano ai campi base dell’Everest offrono paesaggi sensazionali. Sia sul versante Sud sia sul versante Tibetano i trekking attraversano le vette più alte del pianeta. Immensi colossi di roccia, nevi perenni e ghiacciai costellano i sentieri che catturano lo sguardo basito delle migliaia di persone in cammino verso la meta. Qui le meraviglie paesaggistiche sono infinite e ad ogni passo la luce dona un nuovo aspetto alle cime circostanti. Ma quali sono le cime lungo il tragitto?

Nel trekking verso il campo base Everest in Nepal si possono ammirare l’Ama Dablam, anche noto come il Cervino dell’Himalaya, il Nuptse e il Makalu insieme ad una costellazione di centinaia di altre vette. Cosa si può ammirare lungo il tragitto?

  • Le Cascate di Khumbu
  • Il Ghiacciaio di Khumbu
  • La vetta del Nangkartshang
  • Lhotse
  • La Valle del Barun

Questo è anche l’itinerario con maggiori attrattive e le vedute più ampie. In questo viaggio alla scoperta dell’Himalaya più selvaggia si affronterà la natura incontaminata che qui ancora domina incontrastata.

Sul Versante tibetano invece il trekking è più breve, pertanto, la quantità di attrazioni naturalistiche cala. Tuttavia, questo non compromette la straordinaria bellezza delle cime adiacenti al monte Everest. In questa escursione si transita per il Monastero Rongbuk e soprattutto, ogni visitatore può decidere come raggiungere la meta, ossia la destinazione finale. Difatti, il campo base Everest nel versante tibetano è provvisto di pavimentazione stradale asfaltata per quasi il 90% del percorso, quindi, si può anche pensare di guidare. Ovviamente, le esperienze vissute in maniera lenta penetrano maggiormente nella mente e consentono di vivere ogni momento al massimo.

Fabio Guarino – MDT Staff

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