Trekking in Garfagnana: l’isola verde della Toscana

Tempo fa abbiamo parlato della Toscana e dei suoi splendidi corsi d’acqua. Abbiamo scoperto alcuni trekking immersi nella natura, ideali per famiglie ma anche per escursionisti con buon livello di esperienza. Oggi voglio farvi conoscere un’altra zona di questa incredibile regione italiana, una valle che sembra essere rimasta intrappolata in tempi passati, dove la presenza dell’uomo era quasi inesistente. Sto parlando dei trekking in Garfagnana, un’area situata in provincia di Lucca, in Toscana.

La Garfagnana viene da molti definita “l’isola verde della Toscana”, nome che descrive alla perfezione il territorio di cui voglio parlarvi. Essa è infatti racchiusa tra le montagne rocciose delle Alpi Apuane e i pendii verdeggianti degli Appennini. La vallata è poi solcata dal fiume Serchio, un corso d’acqua dalle acque limpide e cristalline che spesso si snoda di fianco ai percorsi escursionistici.

Oggi vi parlerò dei trekking in Garfagnana, delle passeggiate da fare in famiglia e delle vie storiche che vi permetteranno di scoprire il passato di questa incantevole valle della Toscana. Grazie alla fitte rete di sentieri ben tenuti, è possibile visitare la Garfagnana anche in bici, scegliendo tra i numerosi percorsi di diversa lunghezza e difficoltà.

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Passeggiata da Campocatino a Eremo di San Viano

Il primo percorso di cui vi parlerò oggi è una passeggiata semplice, adatta anche a famiglie con bambini. Esso ha infatti una durata di appena un’ora e mezza e un dislivello di soli 200 metri. Come molti altri trekking in Garfagnana, anche questo possiede una storia che vale la pena conoscere. Questo era infatti il percorso che molti devoti percorrevano per incontrare San Viano, protettore dei pastori. Ancora oggi si svolge una processione nei mesi di giugno e settembre, durante la quale la statua del santo viene trasportata in una cappella di Campocatino.

La passeggiata ha inizio dall’alpeggio di Campocatino, posto proprio ai piedi della maestosa parete rocciosa del monte Roccandagia. Il percorso è idilliaco, costellato di casette in pietra immerse in un paesaggio verdeggiante. Infine, delle scalette in pietra conducono all’entrata della dimora del santo, un luogo assolutamente suggestivo che merita di essere visitato. La vista dall’eremo è anch’essa magnifica, con il profilo delle Alpi Apuane che si staglia sullo sfondo in tutta la sua bellezza.

Trekking sul Monte Prado

Il secondo trekking è più complesso rispetto al primo ed è considerato di livello escursionistico. Esso conduce in cima alla vetta più alta della Toscana: il monte Prado, situato sull’Appennino Tosco-Emiliano. Il trekking ha una durata variabile tra le 4 e le 6 ore, con un dislivello in salita di circa 450 metri. Per quanto riguarda la segnaletica, dovrete seguire inizialmente il segnavia CAI 54 per poi deviare sul CAI 00.

L’escursione ha inizio dal Casone di Profecchia, accanto ad un albergo dove è possibile imboccare una scalinata e dare inizio all’avventura. Si segue inizialmente la mulattiera che attraversa il bosco, si supera la strada forestale per il Passo delle Forbici e si percorre l’Abetina Reale, superando il Rifugio Segheria.

Si devia quindi sul sentiero CAI 00 e si raggiungono rispettivamente le cime del Monte Cella, Monte Vecchio e Monte Prato. Una variante sulla destra vi porterà invece al lago della Bargetana, un piccolo specchio d’acqua circondato dalle maestose cime appenniniche.

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Trekking in Garfagnana: la Pancia dell’Omo Morto

Un territorio così ricco di storia non poteva che celare un gran numero di leggende popolari. È il caso della Pancia dell’Omo Morto, un profilo montuoso che ricorda un uomo steso. La leggenda vuole infatti che sulle montagne della Garfagnana vivesse una coppia di pastori. Un giorno l’uomo decise di partire alla scoperta del mare e la pastorella, rimasta sola, passava le sue giornate a scrutare disperatamente l’orizzonte. Un pastore della zona si innamorò di lei e, per aiutarla a superare il dolore, si sacrificò e si tramutò in una montagna in grado di coprire la vista del mare.

Il profilo di quell’uomo tramutato in montagna è oggi un luogo perfetto dal quale ammirare uno splendido panorama sul Mar Tirreno. Il percorso è abbastanza semplice, con una durata di circa 3 ore. Seguendo le indicazioni per il Rifugio Rossi si giunge alla fine di una strada dove è possibile parcheggiare e iniziare il percorso. La prima parte del trekking ha una durata di un’ora e mezza e conduce al Rifugio Rossi.

Si prosegue poi oltre una faggeta, dove ha inizio un paesaggio ben diverso dal precedente. Esso è infatti dominato dal profilo roccioso della montagna e, in particolare, dal caratteristico Naso dell’Omo Morto. Da qui mancano 45 minuti per il Monte Pania, la vetta spesso soprannominata la Pancia dell’Omo Morto. Si passa quindi per il Canale dell’Inferno e si raggiunge infine la cima, dove il vostro sguardo sarà subito catturato dalla bellezza del mare in lontananza.

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Il Garfagnana Trekking

Quale modo migliore di scoprire la bellezza del territorio della Garfagnana se non con un cammino di più giorni? Molti saranno felici di scoprire che esiste in effetti un percorso ad anello di 9 tappe con partenza e arrivo a Castelnuovo di Garfagnana. Vallate, faggete, cime rocciose e corsi d’acqua cristallini vi accompagneranno lungo questo trekking di più giorni. Ogni tappa prevede come destinazione un rifugio o un paese dove pernottare e rifocillarsi.

130 km di sentieri in grado di farvi conoscere l’essenza di questa vallata, la sua storia e la sua fauna locale. Lungo il trekking incontrerete infatti non solo alpeggi e paesi storici, ma anche laghi e boschi incantevoli. Non mancherà la possibilità di incontrare alcuni esemplari di fauna locale come mufloni, caprioli e aquile reali.

Se volete scoprire tappa per tappa il Garfagnana Trekking visitate il sito ufficiale, dove avrete inoltre la possibilità di prenotare visite guidate in grado di farvi godere al meglio la bellezza della Toscana.

Eva D’Onofrio – MDT Staff

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