Violazione della proprietà privata – Possiamo spazzolare ovunque?

Sappiamo bene che per un detectorista scegliere la zona da spazzolare può essere a volte non proprio semplice. Ci sono da conoscere vincoli e delimitazioni, ci si deve informare su raccolti e colture per evitare di danneggiarli. Ma, cosa ancora più importante, bisogna evitare la violazione della proprietà privata.

La violazione della proprietà privata è forse il pensiero più importante che un detectorista dovrebbe possedere. Seguito subito dopo dall’accertamento che l’area non sia sottoposta a vincoli paesaggistici, archeologici o ambientali. Mi capita spesso di leggere pareri molto contrastanti sui vari gruppi o forum. Quello che ho ascoltato più spesso è questo:

“La legge dice che possiamo spazzolare nei campi se questi non sono debitamente recintati o se il fondo è aperto o di facile accesso”.

Diciamo che questa affermazione non è del tutto priva di fondamento. Innanzitutto esaminiamo un articolo del codice civile alquanto illuminante:

Articolo 842 del Codice Civile: “Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso, nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno. Egli può sempre opporsi a chi non è munito della licenza rilasciata dall’autorità.”

Come possiamo vedere da questo articolo, il fondamento alla frase di prima esiste ma è limitato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE alla pratica dell’attività venatoria da parte di chi ha regolare licenza e nel periodo di caccia. Da ciò ne consegue che purtroppo non possiamo applicare al nostro campo la frase che afferma che è consentito l’accesso ad una proprietà privata se questa non è debitamente chiusa. («Chiudere» equivale ad impedire a terzi l’entrata nel fondo, edificando recinti o mura. Art. 841 CC).

Proprietà privata e codice penale

Nel nostro lavoro di ricerca di una scappatoia riguardo le leggi sulla violazione della proprietà privata, abbiamo trovato un altro articolo interessante che poteva essere una proroga a quanto detto prima. Ma ragioniamoci insieme:

Art. 637 CP: “Chiunque senza necessità entra nel fondo altrui recinto da fosso, da siepe viva o da un altro stabile riparo è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a centotre euro.”

Questa nota conferma quanto detto nel precedente articolo. La mancanza della necessità sottolinea l’arbitrarietà della condotta, che dunque non sarà perseguibile qualora questa sia sorretta da un’obiettiva giustificazione. Purtroppo, in quanto detectoristi, noi non siamo giustificati nel fare una spazzolata in spensieratezza. La violazione della proprietà privata viene inoltre considerata reato qualora la condotta si riferisca a un fondo che risulta delimitato da cartelli di avvertimento o simili.

Quando il codice dice “simili”, riporta ad un altro interessante articolo che rafforza la tesi dell’impossibilità per noi di violazione della proprietà privata. Mi riferisco all’articolo 842 CP. e ai relativi riferimenti. Secondo questo articolo, una recinzione che delimita una proprietà, per impedire la caccia, deve essere alta almeno 1,80 metri. Inoltre, in una sentenza della cassazione è stato stabilito che:

“Integra il delitto di ingresso abusivo nel fondo altrui e non quello di invasione di terreni o edifici colui che a bordo del proprio veicolo transiti abusivamente, danneggiando la recinzione, attraverso il fondo altrui.” [Cass. n. 11544/2011].

Questo articolo è il più illuminante perché rappresenta il più comune e, come andremo a vedere, anche quello che può farci punire con la reclusione, notate:

Art. 633 CP: “Chiunque invade arbitrariamente (Art. 637 CP) terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da centotre euro a milletrentadue euro. Le pene si applicano congiuntamente, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da più di dieci persone, anche senza armi.”

Conclusioni sulle violazioni di proprietà private

In conclusione posso dire che, anche questa volta, sono stato davvero felice di approfondire questo argomento, in quanto ci tocca particolarmente. Le somme che traiamo da questi articoli sono semplici: se non siamo cacciatori autorizzati e se non siamo nel giusto periodo, evitiamo di invadere terreni altrui. Infatti, anche se non debitamente recintati, questi costituiscono proprietà privata e per noi si tratterebbe in ogni caso di una violazione punibile e perseguibile.

Non ci sono articoli che tutelano il detectorista che invade un terreno altrui o che organizza una spazzolata con amici. Inoltre, come indicava l’articolo 633 CP, se ci si organizza con una decina di amici per una spazzolata si può procedere d’ufficio senza la necessità di incorrere in una denuncia da parte del proprietario del fondo. Di norma, è sufficiente che una pattuglia di passaggio noti la vostra presenza e può procedere con la contestazione del reato. Il consiglio che posso darvi è di essere particolarmente ragionevoli e non pensare che per diritto divino abbiamo facoltà di entrare in ogni luogo solo perché “stiamo spazzolando, non facciamo nulla di male e non causiamo danni”.

Chiedere l’autorizzazione ai proprietari

In ogni caso cercate prima di chiedere l’autorizzazione al proprietario del terreno e vedrete che i vantaggi saranno molteplici. Innanzitutto, l’onestà e la cortesia ci faranno guadagnare un posto in più dove andare in ricerca senza nessuna preoccupazione di beccare il proprietario. Senza la dovuta autorizzazione e nella migliore delle ipotesi, il proprietario potrebbe cacciarci via. Il secondo vantaggio consiste nell’ottenere una buona reputazione da parte dei proprietari della zona che spesso si conoscono tra loro. In questo modo, vi vedranno come persone rispettose e vi concederanno più facilmente il permesso di andare nei loro terreni.

Cosa ancora più importante, risparmierete molti mal di pancia e cattive giornate e non danneggerete l’intera nostra categoria. Rispettando le leggi sulla violazione della proprietà privata, ci guadagniamo perfino qualche amico o un caffè per raccontare le nostre esperienze avute col Metal Detector! Questa cosa è importantissima perché ci permette di continuare a dare luce positiva sulla nostra passione. Infine, questo darà a voi la possibilità di parlarne e farvi un buon nome nella comunità.

Se hai trovato utile questo articolo e vuoi saperne di più sul Metal Detecting, leggi anche gli altri articoli presenti su questo sito. Molto interessante è anche quello su armi e munizioni.

Francesco Manzella – Federazione Italiana Metal Detecting

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